sabato, 02 agosto 2008

Forma e contenuto 

Siccome immagino che non possiate vivere senza il mio autorevole parere su Cuil, vi dico che dopo aver letto le considerazioni di esperti di ogni tipo mi stupisco che nessuno abbia ancora posto vera attenzione su un fattore fondamentale: è estremamente bellino. Certo, se cerchi qualcosa non sempre riesci a trovarla immediatamente, diciamo neanche dopo diversi tentativi (anche se alla prova che faccio sempre in questi casi ha risposto con straordinaria prontezza: alle parole "george clooney" ha subito segnalato i migliori siti e blog a riguardo - mi pare che sulle cose importanti siamo coperti). Però i risultati sono presentati in modo accattivante e assai suggestivo, con quei menu a scomparsa di cui non ho capito ancora l'utilità, ma sono pronta a scommettere che ce ne sia una.
Non fate quelle facce, la maggior parte di voi ha un ipod in tasca, un mac sulla scrivania e un iphone nella borsa per lo stesso imprescindibile motivo. E certo talvolta li usate anche per fare cose utili. D'altra parte io sono quella che si è tenuta per anni un telefono che non funzionava solo perché era viola. Ci possiamo capire.

mae*
alle 15:05
lunedì, 28 luglio 2008

Il blog cambia sotto le dita 

"Pensa a un post per il blog, mae". Mi ha detto con la leggerezza che si richiede a un'amica quando il momento è grave (si fa per dire). Poteva sembrare una frase detta per caso, ma non lo era (sì, certo questo è uno di quei tipici post incompresibili che fanno i blogger, quelli scritti per due, massimo tre, lettori che possono capire, che vi pensavate? Che questo fosse un blog serio?). Il fatto è che lei un blog non ce l'aveva, o meglio non ce l'aveva ancora (no, non vi metto neanche il link: dal name dropping al link dropping in un colpo solo).
Dunque questo post è dedicato alla tenutaria di un blog nuovo di zecca che ora ha il classico panico da pagina bianca. Perché non si può decidere in anticipo cosa sarà del tuo blog, lo decide lui da solo, con il tempo. Tu puoi solo cercare di stargli dietro e fare del tuo meglio perché non venga proprio bruttino, scostumato e con i capelli fuori posto. Quasi mai ci si riesce completamente. Di sicuro non diventa quello che avevi immaginato. Di solito è un bene.

mae*
alle 00:26
mercoledì, 16 luglio 2008

Non perdere di vista le questioni fondamentali 

A un self service.

- Ti prendo da bere qualcosa? Una Coca Cola?
- Sì, grazie
- Normale, Diet, Zero?
- Eh?
- La vuoi normale, diet o zero?
- Ma che domande mi fai?
- Sai, la Coca Cola la fanno in tre versioni: normale, poi c'è la diet e adesso la Zero.
- Ma ti sembrano domande da fare?
- Uh?
- A parte che la Diet fa schifo, mentre la Zero perlomeno non è male.
- Appunto.
- Ma a parte questo, io sono ideologicamente contro la Diet, la Zero e via dicendo.
- Cioè?
- Non credo che siano davvero dietetiche. Non credo che abbiano meno calorie. Non credo.
- Ti prendo una Coca normale.
- Ecco.

mae*
alle 12:51
martedì, 15 luglio 2008

C'è un mondo là fuori e usa le videochiamate 

Stamani mentre camminavo verso l'ufficio, due ragazze davanti a me:

- Ieri sera mi sono addormentata durante la videochiamata!
- Eh comoda la videochiamata...
- Però devi avere il 3g sul cellulare.
- Sì, certo, ma io lo attivo solo prima di videochiamare.

mae*
alle 12:47
sabato, 21 giugno 2008

Questo blog 

mae*
alle 15:05
sabato, 07 giugno 2008

E' un problema di approccio 

Arrivano le nuove schede per i cellulari. Ogni collega deve scegliere una scheda con un numero telefonico. Collega omonima decide di distriburle con la solita imparzialità.

- Allora adesso mischio le carte e voi scegliete a caso.
- Sì, dai, la pesca!

Una collega dopo l'altra prende la scheda, la gira e legge che numero le è capitato. La prima è contenta, la seconda voleva quello della prima, la terza non si pronuncia, la quarta ostenta indifferenza. L'ultima prende la sua, guarda tutti quei numeretti stampati sulla scheda per qualche secondo ed esclama: sì, ma qual è il numero di telefono?
Le prime quattro guardano l'ingegnere alle prese con la difficilissima schedina e scoppiano a ridere.

mae*
alle 00:01
venerdì, 06 giugno 2008

Soluzioni semplici 

Nel mondo reale sono successe diverse cose. Obama ha vinto le primarie ed è andato in onda il season finale di Lost. Solo che io non c'ero e se c'ero dormivo (per la verità ultimamente faccio poco perfino questo) e quindi al momento queste cose non esistono.

mae*
alle 10:51
giovedì, 22 maggio 2008

La medesimezza del medesimo 

Immagino che nessuno di voi abbiamo mai cercato di organizzare una cena - una semplice cena - con due filosofi, un giornalista e un archeologo. Se l'aveste fatto a quest'ora sapreste che non se ne può uscire vivi. E ne avreste avuto la chiara consapevolezza a metà del carteggio delirante, nell'istante in cui uno dei due filosofi (quello che non vive nel paese reale) pronunciò la seguente frase: "scusate, ma su questo raccordo anulare cosa è la carreggiata interna?" (per la cronaca, in quell'occasione, il più pragmatico di tutti fu l'archeologo, grazie al quale ne venimmo a capo, ancora non so come). Ecco, ora pensate cosa debba essere stato per la mia collega dirimpettaia organizzare un'intera school filosofica. Ci sono stati momenti in cui abbiamo seriamente temuto per la sua salute mentale. Quei momenti, per la verità, non sono ancora passati. Tutto questo per dire che da domani fino a domenica io sono a Marina di Camerota a monitorare le operazioni di voto, ehm no, cioè a monitorare lo stato di salute di tutti noi. Ma mi pare che le premesse non promettano nulla di buono.

mae*
alle 02:23
in me
domenica, 11 maggio 2008

Cose che succedono ai Barcamp 

Mount RushmoreHo passato tutto il mio primo barcamp, a cui fra l'altro ho participato solo parzialmente, cercando caparbiamente di fare un'unica e semplice cosa: evitare che mi fotografassero. Fu un'impresa ardua e faticosissima, peraltro quasi totalmente fallita. Tanto che al secondo barcamp, a Matera (ma ne hanno parlato già tutti), ero talmente rassegnata che mi sono fatta fotografare perfino in posa. Ho detto tutto.
(Prima o poi arriveranno anche le mie di foto, con calma, ma arriveranno. Daje.)

mae*
alle 14:07
lunedì, 28 aprile 2008

Anni di fatica e botte e vinci casomai i mondiali 

Sembrava un po' così Alemanno oggi quando gli hanno detto che sì, non era uno scherzo, era lui il sindaco della graaande capitale, che aveva ottenuto quello che non era riuscito neppure a Gianfranco Fini. Perché bisogna dargli atto che si è impegnato parecchio, era sempre lì che si agitava, si accalorava, si accartocciava attorno a una frase, ché poi l'effetto era po' come a scuola: quelli che si impegnano, anche se non sono capaci, ti fanno simpatia. Rutelli, invece, pareva un po' come quei pugili che con una mano tengono il piccoletto scalciante mentre con l'altra si aggiustano i capelli. Non ci credeva neppure lui. O perlomeno non voleva sporcarsi i pantaloni.
E' una sconfitta politica. E' il modello Roma che ha funzionato alla perfezione. Guarda, secondo me tutte e due. Zingaretti ha vinto. No, ma è il voto disgiunto. Sì, ma io rutelli non l'avrei votato neanche se me l'avesse chiesto George Clooney in persona. Rutelli è stato il più grande sindaco della nostra graaande capitale. Ve la ricordate la capocella di mario silla? E i soldi del giubileo? No, dico ma barbarapalombelli? Io conosco uno che ha votato sinistra arcobaleno alla provincia e fiamma tricolore al comune. La gente è strana. La gente non si informa. Ma perché scusa dovrebbe informarsi, spiegami? Comunque adesso c'è l'informazione ombra. Ecco mentre cerchi di capire cos'è l'informazione ombra, mi passi quell'email ombra del ministro ombra del governo ombra, grazie. E' che c'era il ponte e sono andata al mare. Io la casa al mare non ce l'ho.
Insomma oggi ne abbiamo sentite di tutti i tipi e non saprei giudicare. So solo una cosa, queste elezioni erano difficili a prescindere. Lo sapevamo. Azzeccare le mosse giuste richiedeva un delicato equilibrismo, una complessa alchimia. Non dovevamo sbagliare proprio niente. Le abbiamo sbagliate tutte.

mae*
alle 21:29
domenica, 20 aprile 2008

Non si finisce mai di soffrire 

A proposito di quanto detto qui, dell'analisi del voto e delle grandi verità sull'universo che ci circonda, questa mi pare un'altra analisi assai condivisibile. Poi giuro che la smetto (e torno a parlare di cose serie).

Per questo una lezione da trarre è che per intercettare i voti dei cosiddetti ceti moderati non bisogna diventare un partito moderato; piuttosto un partito radicato, di popolo, dinamico, con un’anima e un messaggio forti. [leggi tutto]

mae*
alle 00:52
venerdì, 18 aprile 2008

Almeno credo 

Come dice lui, l'analisi del voto è una cosa seria, ragione per cui non ne troverete traccia da queste parti. Devo dire, però, che la più acuta ed esaustiva descrizione dello stato della sinistra, dell'elettore di sinistra in genere, mi si è palesata lunedì sera in un pub vicino casa, quando assieme a un gruppo di elettori del pd cercavamo di dimenticare la batosta elettorale seguendo i dibattiti politici in tv (ammetto che forse non era la tattica più adeguata). In particolare la situazione è stata chiara quando uno dei commensali, in preda al più classico stato di negazione delle realtà, a sole 600 sezioni mancanti continuava a sostenere che dati alla mano (opportunatamente riportati sulla tovaglietta di carta) praticamente avevamo vinto, un altro elencava dettagliatamente gli errori che dal '68 a oggi avevano portato all'irrimediabile sconfitta, mentre tutti gli altri, dolorosamente consapevoli, scuotevano la testa e contribuivano alla discussione con un fondamentale: è così. Sfortunatamente dell'accaduto non ci sono documenti fotografici (in realtà ci sarebbero, se solo sapessi scaricare i file dal mio cellulare). In mancanza di analisi definitive sulla realtà che ci circonda, quindi, vi lascio con la più chiara e la più originale lette finora.

mae*
alle 11:21
mercoledì, 16 aprile 2008

Io lo so che non sono solo anche quando sono solo 

Ora non è che io voglia proprio infierire, ma non è colpa mia se in queste ore non riesco a pensare ad altro che al velociraptor radiattivo. E' che le similitudini sono parecchie.

Perché anche quando sembri ragionevole – financo coraggioso – preferire al passo sbilenco dell’armata brancaleone lo sprint in solitaria, quella dell’individualismo spaccone è sempre una pessima idea. Il pubblico lo sa – ecco che muore – e non si mette paura, non versa una lacrima, soltanto dichiara ufficialmente aperta l’ecatombe per cui ha pagato il biglietto.

mae*
alle 02:20
lunedì, 14 aprile 2008

Waiting for Godot 

E' inutile che facciamo finta di niente, anche i più distaccati tra noi stanno aspettando i risultati delle elezioni.  E poi aspetteremo i risultati dei risultati, e poi i risultati del viminale e così via fino all'infinito. Forse.
(Qui intanto si aprono computer, si installano ram. Mentre le colleghe correggono le bozze delle rivista. Siamo serie professioniste noi, ah).

mae*
alle 13:35
mercoledì, 09 aprile 2008

I despise the success of others 

Io e lei in uno dei nostri momenti di delirio.
- è vero, ci mancano tanto.
- non me ne parlare.
- dove sono gli uomini così?
- temo non esistano.
- se non avesse tre figli, Bradley Whitford, accidenti a lui!
- ma chi se ne frega dei figli.
- oh, buttiamo alle ortiche questa educazione cattolica. questi valori, pfui.
- tze, ancora così stai?
- lui e la moglie si sono conosciuti a un appuntamento al buio, organizzato da amici comuni.
- cosaaa?
- già. Lei è l'attrice che fa la mamma in Malcom in the middle, hai presente?
- una cozza.
- eh.
- inspiegabile.
- e tu li hai amici così, che ti organizzano questi incontri?
- hai presente il deserto?
- ecco.
- tutto questo andrebbe postato... se non ci inimicassimo tutti gli amici comuni.
- colpa loro. Ci hanno mai presentato gente così?

mae*
alle 13:20
venerdì, 04 aprile 2008

Take me away 

Al solo scopo di rassicurarvi sulla mie abitudini alimentari, problema che immagino tormenti le vostre serate, devo raccontarvi dell'eccezionale scoperta che abbiamo fatto in ufficio: il take away (take away che ha soppiantato quasi totalmente la consuetudine della pericolosissima pizza bianca). Il merito della recente rivoluzione è della collega omonima e l'unico motivo per cui ne parlo è il modo in cui l'ho scoperto.

- Vado a comprare il pranzo.
- Perché non provi il take away?
- Dov'è?
- Da Campo dei Fiori giri a sinistra, poi vai dritta, e dopo il negozio di Hello Kitty....
- ...
- Il negozio di Hello Kitty, non l'hai mai visto?
- ...
- Non è che vende anche cose di Hello Kitty, è esclusivamente di Hello Kitty...
- C'è un negozio di Hello Kitty qui vicino?
- Non lo sapevi?
- No.
- Perché fai quella faccia?
- Io vado a comprare il pranzo. Se fra 3 ore non sono tornata, venitemi a tirare fuori dal negozio di Hello Kitty.

mae*
alle 15:38
in me
domenica, 23 marzo 2008

Gli uomini e la loro capacità di farti sentire meglio 

Guardando una mia foto recente su flickr.
- sai una cosa?
- cosa?
- sei invecchiata.
- ah, grazie.
- nel senso che ora dimostri finalmente la tua età.
- lo dici per farmi sentire meglio?
- no, lo dico per il principio di realtà.

mae*
alle 15:49
martedì, 18 marzo 2008

Internet is full, go away 

Non è che la chiusura di Herzog non mi abbia colpito. Mi ha colpito molto. Come hanno detto in molti fa un certo effetto per tutte quelle ragioni per cui dopo cinque anni siamo ancora qui a scrivere. Fa effetto soprattutto per il tempo che sembra sia passato e che invece non lo è poi tanto. O forse viceversa, dipende dai punti di vista. Il fatto è che nel 2003 c'ero anche io. A giugno 2003 per l'esattezza. E a dire il vero all'epoca mi pareva che la golden age, per dirla come lui, fosse già passata da un pezzo, o perlomeno era quello che sostenevano coloro che avevano un blog da due anni, e si erano stancati di tutta questa caciara. Insomma non mi sono mai sentita così all'avanguardia (ma forse è solo una questione di mesi). Ma è un fenomeno ampiamente noto, un fenomeno che ho visto più volte ripetersi in questi anni in rete, da quando la prima volta ho fatto andare il mio modem 14.4. C'è sempre un tempo migliore di questo. Un tempo che era pervaso da entusiamo e sincera partecipazione. E generalmente è il tempo in cui c'era meno gente. Il che dovrebbe insegnarci molto sulla natura dell'essere umano.

mae*
alle 18:25
mercoledì, 12 marzo 2008

Piani strategici 

Collega fa lunga disquisizione tecnica sulle diverse strategie da adottare a Risiko. Io e collega dirimpettaia ascoltiamo affascinate.

-
Perché devi capire che la Cina è una casino...
- Vedi, tutte queste cose non le sapevo...
- Neanche io.
- Scusate, ma come avete passato le vostre notti all'università?
- Ehm, io studiavo ingegneria.
- Ah, già.

mae*
alle 16:59
in me
giovedì, 06 marzo 2008

Sweet baby Jesus, Hank is going to hell 

Hank Moody /3La questione Californication non è negoziabile. Qui spiego perché. E da stasera arriva anche in Italia, su Jimmy. Ora non vi rimane che imparare a memoria le frasi più belle di Hank Moody. Adorarlo sarà solo una diretta conseguenza.

mae*
alle 20:10