lunedì, 07 settembre 2009

People who are interested in fonts 

Poi non dite che sono io quella fissata. C'è gente che si fa prendere dagli attacchi isterici (via marina) perché il catalogo di Ikea ha cambiato il tipo di carattere. Il font. Ebbene sì, il font. Da Futura a Verdana. E pensare che il Verdana è da sempre il mio carattere preferito, solo che poi uno si evolve e insomma io da Verdana ero passata a Futura. Mi ero evoluta in senso inverso. Ma poi Futura non rendeva bene su questo blog e allora sono passata a quello che c'è adesso. Comunque nessuno ne parla, ma il vero dramma, come diceva lei, è che il catalogo è drammaticamente rimpiccolito. Siamo al punto che ci restringono anche i sogni.

mae*
alle 13:03
sabato, 05 settembre 2009

This is the time to remember, cause it will not last forever 

For the first time since Franklin D. Roosevelt was president, "The Guiding Light" will be extinguished. The soap opera that started as a radio program in 1937 and moved to television in 1952 goes off the air Sept. 18

Dopo 72 anni finisce anche Sentieri
. Perdiamo l'unica certezza che c'era rimasta e non è poco. Ora non fate quella faccia. "You don't have to be a fan of the show, or of the soap opera genre it pioneered, to feel a sense of gravity at the demise of Guiding Light".

mae*
alle 01:34
domenica, 30 agosto 2009

La legge ineffabile di Ikea 

Vai all'ikea, sta lì per ore. Valuti con attenzione ogni cosa, ogni più piccola scatolina. Passi in rassegna le cose nuove, riguardi velocemente quelle vecchie. Provi ogni poltroncina, confronti tutte le opzioni. Ti trascini dietro sacchi gialli, poi carrellini, infine ti arrendi e prendi il carrellone gigante. Lo riempi di ogni cosa perché "è chiaro che mi serve". Lo guidi in mezzo ai barattolini di vetro, fai slalom tra le cornici, aggiri i vasetti di piante. Subisci un deragliamento tra lo scaffale 10 e lo scaffale 12. Invecchi quattro o cinque anni in fila alla cassa. Ti industri a infilare tutto nelle buste di cartone, poi di nuovo nel carrello, infine nel portabagagli dell'auto. Arrivi a casa, ti carichi gli scatoloni su per le scale. Chiudi la porta, guardi nelle buste e ti accorgi che non hai comprato niente. Niente di niente. E dovrai tornare.

mae*
alle 00:24
sabato, 29 agosto 2009

Magari poi ci scrivo anche eh 

Ho spostato qualche mobile, ho cambiato le tende e imbiancato le pareti. Ora c'è più spazio e mi sembra un po' più in ordine. Chissà che non mi torni anche la voglia di scriverci ogni tanto. D'altra parte ormai siamo a settembre, fra poco si torna a scuola: è inevitabile fare anche i buoni propositi per l'anno nuovo.

mae*
alle 03:35
martedì, 07 luglio 2009

Marchio di fabbrica 

Collega gravida si avvicina al mio posto.

- Mi accompagneresti a un negozio qui vicino? volevo vedere delle scarpe - come diresti tu - buffe.
- Quale negozio?
- Quello che c'è in una piccola traversa di via dei giubbonari.
- Ah sì certo, il negozio di scarpe buffe!

mae*
alle 19:56
venerdì, 19 giugno 2009

Doctor Greene, coming? 



1994 - 2009. [Stasera è andata in onda l'ultima puntata]

mae*
alle 23:13
venerdì, 05 giugno 2009

Lo scrivo qui altrimenti poi mi dimentico 

Seguire le ultime puntate di ER è un po' come rivedere i compagni del liceo dopo 20 anni. C'è lo stesso senso del tempo che passa e non torna più, la stessa tenerezza verso quei difetti che si ripetono uguali nonostante gli anni, la stessa inesorabile consapevolezza che si è irrimediabilmente invecchiati. C'è una sola cosa però che è rimasta esattamente uguale: l'effetto che fa George Clooney in camice blu (con le solite parole mangiate, con la solita testa pendente e perfino l'infermierina dai capelli ricci che ha sempre il solito sguardo incazzato). Stasera va in onda anche in Italia (RaiDue, ore 21) la puntata che ha visto il suo ritorno nei panni di Doug Ross. Saranno brevi ma intensissimi momenti.

mae*
alle 15:02
martedì, 28 aprile 2009

Insanity laughs under pressure we're cracking... 

Doveva succedere un evento del genere perché io tornassi a scrivere. Tanto lo so che è quello che pensate. D'altra parte succede raramente, ma è in giornate come questa che tutto il confuso affannarsi su mille cose diverse, diversissime, spesso antitetiche, sembra avere un senso. Insomma ci deve essere un motivo se nel lontanissimo marzo 2006 ho cominciato a fremere, a rompere, a scalmanarmi per Studio 60 e tre anni dopo, per vie che mai avrei immaginato, mi sono ritrovata in conferenza stampa a saltellare sullo spottino di Red. Per poi essere goffamente beccata con la coda dell'occhio dal nostro segretario generale - perché la vita ha sempre la sue sottili vendette - ma questa è un'altra storia.

In realtà mi sono resa conto dell'eccezionalità della messa in onda solo ieri pomeriggio mentre sbirciavo lei che registrava. Ascoltando gli aneddoti, i collegamenti e le citazioni che ogni volta elencava ho pian piano cominciato a ricordare tutti i motivi per cui all'epoca mi scaldavo tanto e tutte le cose che non ho potuto dire perché di fatto qui in Italia non l'abbiamo mai visto (sì, lo so è andato su mediaset premium). Dunque stasera è la volta buona. E ovunque sarete l'importate è che saremo ancora un gruppo d'ascolto.

mae*
alle 19:19
sabato, 07 febbraio 2009

Una settimana fa, un mese fa, un anno fa 

La vita è uno spettacolo costruito seguendo i referti dell'ufficio marketing e i cui ricavi finiranno comunque nelle tasche del più farabutto. Tutta la vita. Anche la vita dormiente. Anche la non vita. Anche la morte.
Quello che sta succedendo in queste ore attorno alla vicenda Englaro è difficilmente commentabile e altrove l'hanno già fatto assai meglio di quanto potrei fare io. Ma ho come l'impressione che non sia ancora finita. E che probabilmente non finirà facilmente. Nel frattempo alcuni aggiornamenti sulle manifestazioni di oggi potete seguirli in diretta qui.

mae*
alle 16:15
domenica, 25 gennaio 2009

Perché il primo amore non si scorda mai 



Direi che a questo punto possiamo dare questa notizia per vera.

mae*
alle 14:55
venerdì, 23 gennaio 2009

Ops, he did it again 

Caro J.J. Abrams, parliamone.
In principio fu Alias, ma con Alias avevamo un patto implicito: era una cazzata e lo sapevamo, ma ci piaceva così. Con Sidney che si cambiava la parrucca ogni 5 minuti, le macchine di Rambaldi, le teorie sui destini del mondo. Era talmente scoperto che non valeva neanche un preterintenzionale.
Poi è arrivato Lost che pareva una cosa seria. E devo dire che per un po' lo è sembrato davvero. Anche se sinceramente quell'attesa all'infinito non è che si sopportasse moltissimo.
Alla fine, comunque, abbiamo capito che anche Lost - dai, ora possiamo dirlo no? - era una cazzata. Ma eravamo alla terza stagione, c'eravamo affezionati: c'era Sawyer, c'era Sayid, Desmond, Kate, e perfino Jack. Guarda, se ci si può affezionare a Jack, allora ci si può affezionare a tutto nella vita.
Ora è arrivato Fringe. E noi che siamo ragazzette sveglie lo abbiamo capito subito che c'eri ricascato. Come un pivello alla prima cotta. D'altra parte bastava vedere la sigla: X-Files vent'anni dopo, ma senza gli alieni (per ora). L'idea in effetti potrebbe funzionare ancora (figuriamoci se non funziona una roba sui poteri incomprensibili della mente, delle natura e dell'universo che ci circonda). La squadra poi non è male, ma d'altra parte a scegliere il cast sei sempre stato piuttosto bravo. E poi c'è Pacey, che non si chiama più Pacey ma Peter, ma tu lo guardi e lo sai che tanto è Pacey. Ha lo stesso sguardo furbo, lo stesso sorriso sornione, le stesse pause introverse. In più, stavolta, non è minorenne, il che naturalmente aiuta moltissimo, e già solo per questo - caro J.J. - meriteresti un encomio. Certo, poi c'è tutto il resto e tutto il resto sa mediamente di già visto: le macchine che fanno cose strane, le teorie sui destini mondo, la Dharma Inititiative che non si chiama Dharma Inititive ma Massive Dinamic, i cattivi che aiutano i buoni e i buoni che non sai mai se siano buoni davvero. Naturalmente niente è mai ciò che sembra e alla decima puntata stiamo già gridando "tartaruga gigante! tartaruga gigante!" (ndr. in realtà la tartaruga era magica, ma conta poco). Francamente ci sembra un po' prestino per far perdere la tensione al tuo affezionato telespettatore che è naturalmente predisposto (e ben disposto) a credere a qualunque vaccata (gente - per capirci - che si è messa a discutere dell'inconsistenza della tua teoria della penetrabilità dei solidi confrontandola con il problema del teletrasporto nei solidi stessi, già ampiamente affrontato in Star Trek, concludendo poi seraficamente: “c'è già ampia letteratura”). Ti concediamo che il professor Bishop è una trovata notevole e i duetti Bishop-padre Bishop-figlio valgono il prezzo del biglietto la maggior parte delle volte. Il fatto è che per tutto il tempo non possiamo fare a meno di pensare che in fondo a noi X-Files non ci ha mai preso molto (questa è un confessione che facciamo in fondo al post confidando sul fatto che la maggior parte dei lettori abbiano abbandonato la lettura). Ma fortunatamente siamo anche spettatrici attente, a cui non sfuggono i risvolti sostanziali di una serie come questa, e quindi non potevamo non notare - d'altra parte era proprio lì a bella posta, attorno al minuto 5 della prima puntata - ciò che volevamo sapere. La unresolved sexual tension. Peter e Olivia. Limpida come il sole. Ok, J.J., il resto non ci importa. Perché lo sappiamo già cosa ci aspetta, certo. Non si baceranno mai, si sfioreranno a malapena e passeranno il tempo a guardarsi di sbieco, poi un giorno lei verrà rapita e al suo ritorno scoprirà che sono passati due anni e che lui si è sposato con un’altra. Sì, ok, questa è la trama di Alias, ma è lo stesso, l'effetto è quello. L'importante è che l'effetto sia quello. Perché lo sai tu e lo sappiamo noi: in fondo le relazioni non consumate sono sempre le migliori.

p.s.: naturalmente è solo per celebrare l'arrivo del mio post che due giorni fa è ricominciato Fringe e ieri notte è partita la quinta stagione di Lost.

mae*
alle 00:30
mercoledì, 14 gennaio 2009

Pensieri alla fermata dell'autobus 

Non è che la questione dell'autobus ateo mi appassioni molto. Dal mio punto di vista se su quell'autobus trovo la pubblicità di Desperate Housewives o l'affermazione Dio non esiste ha più o meno la stessa autorevolezza, il che dovrebbe forse preoccupare più quelli che la pubblicità l'hanno ideata che quelli che la contestano. Ma prendo per buono che ci fosse un intento ironico - o meglio autoironico - nell'operazione, o perlomeno credo ci fosse nella campagna inglese, non so quanto ce ne sia in quella italiana. La parte divertente, però, è che poi questi filosofi si appassionano alle cose e cominciano discutere di questioni incomprensibili in modo compulsivo.

Farfintadiesseresani: oltretutto Dio, tecnicamente, non "esiste". Almeno non per i cristiani (neo) tomisti come me. Non so se Sofri o gli ateucci dell'Uaar possano arrivare a capire perché. Tutti i miei studenti di quarta che hanno appena studiato Tommaso, loro sì, ne sono sicuro.
Azioneparallela: Ffdes dovrebbe però evitare di aggiungere che è insulsa la pubblicità in questione, anche perché se è vero - come scrive - che la verità di "Dio esiste" è essenziale al cristianesimo, che qualcuno neghi una cosa essenziale al cristianesimo ben difficilmente può passare per un'operazione insulsa (se poi quella proposizione è essenziale anche al funzionamento di istituzioni, è ancor meno insulsa l'operazione, condivisibile o no che sia).

Sia chiaro, però, per quanto mi riguarda "gli asini volano" è un'affermazione che mi cambierebbe la vita.

mae*
alle 13:41
mercoledì, 07 gennaio 2009

Who am I? That's one secret I'll never tell. The only one. xoxo 

Una segnalazione veloce, ché le questioni importanti prima di tutto. Gossip Girl arriva finalmente anche su Italia1: stasera e domani alle 21.10 e dal 15 gennaio ogni giovedì alle 21.10.

mae*
alle 17:34
martedì, 06 gennaio 2009

The most important moment of your presidency and you'll blow it for being human? 

I'm the guy in the office, Leo.
I'll be the one who's judged.

Lo so che ormai abbiamo i cofanetti e abbiamo passato gli ultimi anni a vedere gli episodi in originale (anche più di una volta al mese). Ma per me che ho iniziato a vederlo su Rete4 a notte fonda, talmente fonda e imponderabile che con lui ci mandavamo gli sms per riuscire a stare dietro alla programmazione delirante (all'epoca non esistevano né i cofanetti, né i divx e tanto meno i torrent. Praticamente non esistevano neanche anche i blog, as a matter of fact), West Wing è una di quelle rarissime eccezioni per cui - malgrado il doppiaggio - resta ancora un piacere vedere le puntate anche in italiano. Quindi sapere che va in onda la sesta stagione totalmente inedita, benché sul digitale terreste, ha migliorato di molto la mia giornata. Senza contare l'attualità della sesta stagione. Dunque, prendete nota: West Wing va in onda su Steel a partire da domenica 11 gennaio con un episodio alle 21.45 e poi ogni domenica con doppio episodio alle 21 (la replica in seconda serata dal martedì al mercoledì). Corro a comprarmi la tesserina per il digitale terrestre.

President Bartlet: I'm not bombing half the Middle East so it would make us all feel better.
Leo: They're on your side.
- Really? It was hard believing that a few minutes ago.
- Sir, you can't delay any longer. There are no rabbits left in this hat.
- I'm not prepared to accept that.
- You're going to have to, sir.

mae*
alle 22:53

Is that a dare? 

Peter and Olivia

Perché nessuno mi ha detto quanto è figo Pacey in Fringe, eh? Vi pare che lo devo scoprire da sola?

mae*
alle 02:42
lunedì, 05 gennaio 2009

It's the good advice that you just didn't take 

- Senti.
- Dimmi.
- Ma Studio 60 è meraviglioso!
- Ma dai? Non l'avrei mai detto.
- No, cioè, volevo dire... io non pensavo così tanto.
- Stai aggravando la tua posizione.
- Sono giorni che vado in giro canticchiando "we'll be the very model of a modern network tv show"
- Non ho parole.
- E poi...
- Cosa?
- Jordan e Harriet sono due fighe pazzesche!
- Ti ammazzo.
- ...
- Certo che se non mi ascoltano nemmeno gli amici, sto messa bene.

[nomi, cose, città, animali vengono volutamente omessi per proteggere le persone coinvolte nei fatti]

mae*
alle 21:13
domenica, 04 gennaio 2009

You're stuck on the island now and you did it for me 

mae*
alle 01:41
domenica, 23 novembre 2008

Camperismi 

Ieri e l'altro ieri siamo stati letteralmente fagocitati dal Romecamp. Gli speech erano tantissimi, le persone che andavano e venivano ancora di più, tanto che penso di aver passato il mio tempo a cercare di mettere a fuoco chi c'era e chi non c'era ("oh, ma tu nun me vedi neanche se sto a 30 cm?"). Per quelli che si chiedono (che mi chiedono sempre) come è un barcamp, stavolta ho perfino una risposta sensata: qui trovate tutti gli interventi, le interviste e i siparietti. Provvidenzialmente non sono stati ripresi gli interstizi.

mae*
alle 14:04
mercoledì, 12 novembre 2008

We live here now 

Ora non starò qui a ripetervi che Aaron Sorkin è un genio. Non starò qui a dirvi che Studio 60 è una meraviglia, che i dialoghi sono capolavori, i personaggi sono splendidi e soprattutto che la protagonista femminile è talmente figa che mi ci fidanzerei perfino io (ma per rubarle i vestiti ovviamente). Non ve lo dirò perché avete studiato e sapete già tutto (oppure leggete questo blog da ormai troppo tempo - e in tal caso siete condonati di tutto). Insomma, non vi dirò nulla di tutto questo. Vi dirò solo che da stasera domani sera alle 21 andrà in onda su Joi, ossia sul digitale terrestre. Non oso immaginare come possa essere doppiato in italiano. Ma per Aaron sopporteremo anche questo.

mae*
alle 00:41
lunedì, 10 novembre 2008

Filosofismi 

Tutto è cominciato a Marina di Camerota, durante il convegno che per tre giorni ha riempito simpaticamente le nostre vite. Allora, noi piccole sartine impegnate a dirottare filosofi in ognidove in modo che stessero nel posto giusto al momento giusto, non avremmo mai immaginato cosa ne sarebbe stato di quelle interviste che Massimo Adinolfi riusciva miracolosamente a ritagliarsi tra una conferenza e l'altra. E non solo non avremmo mai immaginato, ma sinceramente non riusciamo a immaginarcelo neanche adesso. Dunque, tra poco, alle 17.09 (ma va in onda anche domani e tutti i martedì alla stessa ora su RED) ci posizioneremo diligentemente davanti alla tv per vedere Europa Occidente. Perché va bene tutto, ma la possibilità di prendere in giro da qui all'eternità il filosofo di riferimento non vogliamo perderla di certo.

mae*
alle 16:53